Meglio protesi tonde o anatomiche?

Molte mie pazienti credono che la protesi “anatomica" sia sinonimo di "naturalezza", complice l’accattivante termine che lascia presagire una certa superiorità del prodotto. In realtà, l’esperienza maturata in tanti anni di pratica chirurgica mi ha portato a sviluppare una preferenza chiara tra le due tipologie, basata su criteri oggettivi e non su mode e percezioni diffuse.
Protesi tonde o protesi anatomiche

Che tipi di protesi ci sono?

Se, nel settore della Chirurgia Plastica Ricostruttiva, le protesi anatomiche o “a goccia” hanno avuto un grande successo, quando si parla di Chirurgia Estetica della mammella è opportuno fare alcune distinzioni. Per sapere, realmente, quale sia la scelta migliore per te, nel rispetto delle tue caratteristiche fisiche, dobbiamo partire dalle basi e capire come sono progettate e strutturate le protesi mammarie.

Qual è la differenza tra protesi rotonde e anatomiche?

Le protesi rotonde sono utilizzate sin dagli anni ’60. Hanno una forma chiaramente rotonda con base e altezza variabile e possono essere ad alto, medio, basso-profilo. L’involucro esterno, in silicone solido, è molto malleabile e sono riempite con un gel coesivo a media densità che dà alla mammella una consistenza morbida, simile a quella di una donna adulta.

Protesi rotonde

Le protesi anatomiche, già impiegate negli anni ’80 ma con scarsi risultati per l’inadeguatezza del materiale utilizzato, vennero reintrodotte negli anni ’90. Hanno una forma a “goccia”, con una maggiore pienezza e proiezione in basso, mentre in alto si assottigliano. Per mantenere la forma a goccia, il loro involucro esterno è più rigido e sono riempite con un gel coesivo ad alta densità, che rende la consistenza della mammella più dura.

Protesi anatomiche

Perché preferire le protesi rotonde a quelle anatomiche?

Il nostro corpo è in continuo movimento e il seno si sposta con esso, cambiando forma a seconda delle posizioni che si assumono.
Le protesi mammarie devono fare lo stesso, spostarsi al variare della posizione nello spazio. 

Ecco perché la mia preferenza va alle protesi rotonde:

  • in posizione eretta assumono ugualmente una forma a goccia grazie alla forza di gravità e, collocate dietro al muscolo pettorale, com’è mia abitudine, subiscono la pressione delle fibre muscolari, dando risultati molto simili a quelli delle protesi anatomiche;
  • in posizione supina gli impianti rotondi si posizionano indietro, esattamente come i seni normali, che tendono a muoversi lateralmente assumendo un aspetto leggermente appiattito, mentre le protesi anatomiche mantengono la loro forma a goccia anche in tale posizione del corpo, dando alla mammella un aspetto innaturale;
  • l’involuzione dei tessuti mammari, con il passare degli anni, porta allo svuotamento dei quadranti superiori che l’impianto di una protesi anatomica non riuscirà a riempire adeguatamente.

A causa, infine, della pressione esercitata dal muscolo pettorale, che agisce in senso obliquo, o di una sottile falda liquida che, talora, si può formare attorno alla protesi o, ancora, di un esame mammografico, le protesi anatomiche possono essere soggette a una sgradevole complicanza ovvero la loro dislocazione (rotazione, scivolamento in senso orizzontale, ecc.), dando alla mammella una forma del tutto innaturale.

Dislocazione delle protesi anatomiche

Quali sono le protesi mammarie migliori?

La scelta tra protesi anatomiche e rotonde non può basarsi su mode, suggestioni o convinzioni.

È una decisione che richiede esperienza, valutazione attenta e analisi accurata delle proporzioni corporee, delle caratteristiche del seno e del risultato desiderato. Ogni caso è unico: la protesi “giusta” o “migliore” non esiste in assoluto, ma esiste solo quella più adatta a te. Il compito della chirurgia non è inseguire sogni e illusioni, ma raggiungere risultati equilibrati, duraturi nel tempo e rispettosi dell’identità della persona.