Seno post allattamento
Cosa fare?
L’eccessivo sviluppo della ghiandola mammaria e una carente elasticità cutanea sono, dopo il parto, alla base di una mammella svuotata nel suo polo superiore e priva del suo turgore giovanile, così da apparire cadente e spesso solcata da evidenti smagliature.
Si configura in tal modo il quadro clinico della Ptosi Mammaria, cruccio di molte donne che non si sentono in sintonia con i cambiamenti del loro corpo. In molti casi, all’involuzione della ghiandola mammaria contribuisce anche l’allattamento che, se prolungato nel tempo, porta a un precoce invecchiamento del seno.
La correzione chirurgica della Ptosi Mammaria è condizionata da diversi fattori che, per semplicità, riassumo così:
- grado della Ptosi mammaria (lieve, moderata o severa);
- entità dello svuotamento del seno;
- validità della elasticità cutanea.
Valutato attentamente ciascuno di questi elementi, decido l’indicazione chirurgica più adatta, optando per una di queste tre procedure:
- Mastoplastica Additiva senza Mastopessi;
- Mastopessi periareolare con Additiva;
- Mastopessi verticale con Additiva.
Mastoplastica Additiva senza Mastopessi
Mastopessi periareolare con Additiva
Mastopessi verticale con Additiva
In presenza di una Ptosi severa, con cute non più tonica e spessa, ricorro alla Mastopessi verticale con Additiva. In questo caso, la ghiandola mammaria viene sollevata mediante la plicatura dei suoi quadranti inferiori e la cute rimossa tutto attorno all’areola e nella parte centrale del polo inferiore. Inevitabilmente, il risultato estetico è condizionato da una cicatrice verticale che decorre dall’areola sino a 1 cm circa dal solco sottomammario. Quest’ultima procedura chirurgica, a causa degli evidenti esiti cicatriziali, è la meno accettata dalle mie pazienti.
Conclusioni
Se la gravidanza e l’allattamento alterano in molti casi l’armonia del seno, la correzione della Ptosi Mammaria talora non è priva di compromessi. In alcuni casi, è difficile stabilire quando è necessario ricorrere ad una Mastopessi periareolare piuttosto che ad una verticale. Si tratta di trovare il giusto equilibrio tra il desiderio della paziente di evitare estese cicatrici, il grado di ptosi, il volume richiesto, la qualità dei tessuti mammari e la loro conformazione.